In questa categoria vi sono raccolti tutti i miei articoli, con suggerimenti e consigli utili sugli alimenti e le loro proprietà.

etichette alimentari

Etichettature alimentari:come imparare a leggerle

Etichettature alimentari: queste sconosciute  

Molto spesso ci capita con molta superficialità di consumare un alimento, senza sapere la sua composizione, senza sapere la sua origine. Ecco perché è importante conoscere le etichettature alimentari, perché è importante per la nostra salute.

Etichettature alimentari

Cerchiamo di capire prima cosa sono le etichettature alimentari.

L’etichettatura prodotti alimentari è l’insieme delle menzioni, delle indicazioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull’imballaggio o sull’etichetta appostavi, o sui documenti di accompagnamento del prodotto.

Nell’etichetta alimentare, innanzitutto è fondamentale distinguere il prodotto preconfezionato cioè destinato ad essere presentato come tale al consumatore, costituito dall’alimento e dall’imballaggio in cui è stato inserito prima di essere posto in vendita in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata.

Altra cosa è il prodotto preincartato che altro non è che il prodotto alimentare e l’involucro nel quale è posto o avvolto negli esercizi di vendita.

Cosa deve essere indicato obbligatoriamente nelle etichette alimentari?

Le etichette contengono indicazioni obbligatorie e altre aggiuntive che appunto possono esserci o no. Le prime sono davvero molte, ma le possiamo semplificare; parleremo così degli 11 punti che le costituiscono, per rendere chiara e semplice la lettura delle etichette.

Eccole le indicazioni obbligatorie: puoi cercarle anche nella tua etichetta.

  1. Denominazione di vendita (attento, è ingannevole, da non confondere con il marchio!)
  2. Elenco degli ingredienti (l’importante è capire in che ordine vengono scritti)
  3. La quantità (per i prodotti liquidi troveremo: l, cl, ml – per i prodotti solidi kg, g, mg)
  4. Il termine minimo di conservazione o la data di scadenza (scommetto che hai sempre creduto che indicassero la stessa cosa)
  5. Il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede o del fabbricante o del confezionatore o di un venditore stabilito nella Comunità europea
  6. La sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento (si intende la località ove è ubicata l’azienda o lo stabilimento)
  7. Il titolo alcolometrico volumico effettivo, ma solo per bevande con un contenuto alcolico superiore a 1,2% in volume (nome difficile per un concetto molto semplice)
  8. Lotto di appartenenza (cosa faccio se trovo uno scarafaggio dentro un sacchetto di patatine?!)
  9. Le modalità di conservazione
  10. Le istruzioni per l’uso (ove necessario)
  11. Il luogo di origine o di provenienza (nel caso in cui l’omissione possa indurre in errore l’acquirente circa l’origine o la provenienza del prodotto)Etichette dei prodotti alimentari

Per quanto riguarda le indicazioni aggiuntive, sono molte meno, sette per la precisione:

  1. L’etichetta nutrizionale (non serve essere dei dietologi per interpretarle)
  2. I marchi
  3. I simboli metrologici
  4. I simboli a carattere ambientale
  5. La certificazione del sistema di assicurazione qualità (rilasciata da enti accreditati dallo Stato alle aziende)
  6. Il codice a barre
  7. Diciture aggiuntive

Cosa occorre sapere

Le etichettature alimentari sono disciplinate nel regolamento che puoi consultare qui e che come recita il sito del Ministero per lo Sviluppo economico ha le seguenti novità sulla disciplina, che riporto testualmente qui di seguito:

Al fine di migliorare la leggibilità delle informazioni fornite nelle etichette, viene stabilita una dimensione minima dei caratteri per le indicazioni obbligatorie, fissata in 1,2 mm (eccetto confezioni < 80 cm2 –minimo 0,9 mm)

L’etichetta nutrizionale diviene obbligatoria a partire dal 13 dicembre 2016 per quanto riguarda la dichiarazione del contenuto calorico (energia), i grassi, i grassi saturi, i carboidrati con specifico riferimento agli zuccheri e il sale, espressi come quantità per 100g o per 100 ml o per porzione

Gli ingrediente o coadiuvanti che provochino allergie devono figurare nell’elenco degli ingredienti con un riferimento chiaro alla denominazione della sostanza definita come allergene. Inoltre l’allergene deve essere evidenziato attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri, per dimensioni, stile o colore di sfondo. L’elenco dei nanomateriali impiegati va inserito fra gli ingredienti

Anche per i prodotti alimentari non preimballati venduti nel commercio al dettaglio e nei punti di ristoro collettivo occorre riportare le indicazioni sugli ingredienti allergenici

L’indicazione di origine per le carni fresche suine, ovine, caprine e di volatili diviene obbligatoria a partire da aprile 2015

Nel caso di vendita online o a distanza del prodotto alimentare, la maggior parte delle informazioni obbligatorie sull’etichetta deve essere fornita prima dell’acquisto

Il tipo di oli e grassi utilizzati dovrà essere specificato tra gli ingredienti, e non saranno dunque più sufficienti le indicazioni generiche di «oli vegetali» o «grassi vegetali»

Viene individuato il soggetto responsabile della presenza e della correttezza delle informazioni sugli alimenti, cioè l’operatore con il cui nome o ragione sociale il prodotto è commercializzato, o, se tale operatore non è stabilito nell’Unione, l’importatore nel mercato dell’Unione

 

Etichettatura alimenti 2018

Per quanto riguarda le etichette alimentari normativa 2018, il 19 novembre del 2018, appunto, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ufficiale che invece riguarda la denominazione di «panificio», di «pane fresco» e dell’adozione della dicitura «pane conservato».

Per essere informati a dovere sulle etichettature dei prodotti alimentari ed essere aggiornati,mi fa piacere condividere con voi questo interessantissimo documento sulla etichettatura prodotti agroalimentari con le normative europee che ha pubblicato un sito da me molto consultato e che si chiama il fattoalimentare, qui troverete davvero molte cose interessanti sulla normativa e sulle tabelle nutrizionali stabilite. Ebbene sempre, anche se non si è a conoscenza di tutte queste norme, acculturasi in materia, informarsi, ed essere sempre pronti a sapersi trovare anche da soli le risposte giuste.

 

 

 

 

calorie frutta

Calorie frutta: i miei consigli nutrizionali per l’Estate 2019

Le calorie della frutta in generale qualunque sia la stagione che si vive ebbene saperle, come è bene informarsi su quali possono agevolare la nostra forma fisica soprattutto nei periodi estivi.

Dunque dopo tanto penare, sembra che l’Estate sia realmente arrivata, e allora, dato che il prolungamento del clima fresco non ha agevolato di certo la nostra forma fisica a livello di assunzione di calore, e ora di rimboccarci le maniche e metterci in forma.

calorie frutta di stagione

Ecco i miei consigli nutrizionali su come equilibrare l’assunzione di questo importante alimento.

In tema di calorie della frutta bisogna partire da un presupposto importante. Tutta la frutta è composta per lo più da zuccheri (carboidrati), acqua e fibre in cui sono disciolti sali minerali e vitamine.

In alcuni tipi di frutta, la quantità di carboidrati semplici e complessi (glucosio e fruttosio) può essere diversamente proporzionata.

In altri, si possono trovare addirittura tracce proteiche. A prescindere da queste considerazioni, la frutta è considerata da sempre un alimento a basso contenuto calorico e dai valori nutrizionali nobili.

Ma vediamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere sulle calorie della frutta in base alla varietà e alla modalità in cui può essere consumata.

Calorie frutta fresca

Le calorie della frutta fresca dipendono in buona parte dalle quantità di zuccheri naturali presenti all’interno di essa. La frutta fresca, infatti, non è zuccherina allo stesso modo e rendersene conto è molto semplice. 

Fichi e banane, ad esempio, sono molto più dolci di lamponi e mirtilli proprio a causa del diverso contenuto di zucchero.

I valori nutrizionali di qualunque tipo di frutta, però, sono considerati ottimi. In essa si trovano molti sali minerali, vitamine e fibre.

In alcune varietà di frutta, come l’avocado e il cocco, inoltre, ci sono importanti quantità di grassi salubri con valori proteici e calorici più elevati ma nutrizionalmente eccellenti.

L’importante è integrare bene la frutta nella dieta e, se si segue un regime alimentare ipocalorico, prendere come riferimento le tabelle comparative per il computo delle calorie.

Calorie frutta estiva

Tenere conto solo delle calorie è sbagliato. Occorre considerare che le calorie non sono tutte uguali, specie quando si parla di frutta.

La frutta fresca estiva, ad esempio, è un po’ più calorica, ma anche più salutare per l’organismo. Ananas, albicocche, fragole, anguria, pesche, melone contengono più fibre, vitamine, minerali e soprattutto una gran percentuale di acqua.

Inoltre, le calorie della frutta dipendono dal fruttosio, una sostanza che il nostro organismo ‘usa’ facilmente modulando l’energia apportata dalla porzione consumata.

Certo, va valutato anche l’indice glicemico e le ricadute che può avere sul nostro metabolismo. Per approfondire questo argomento scoprite nella nostra guida cos’è l’indice glicemico degli alimenti e perché è importante conoscerlo.

Vediamo in particolare le calorie di alcuni fra i più noti frutti estivi

calorie anguria

Calorie anguria

Parlando di calorie della frutta, non si può evitare di pensare all’anguria, uno dei frutti men calorico in assoluto. Pensate che 100 grammi di anguria apportano solo 30 Kcal. In effetti si tratta di un frutto onnipresente nelle diete ipocaloriche, saziante, ricco di acqua e disintossicante per l’organismo. 

E’ anche un frutto utile per contrastare la cellulite.

Questo frutto estivo, inoltre, aiuta l’organismo nelle situazioni di stanchezza e spossatezza. Non meno importanti sono le proprietà antiossidanti poiché contiene carotenoidi, soprattutto il licopene, che sono naturali antitumorali e antinvecchiamento.

calorie pera

Calorie pera

Le pere rappresentano una varietà di frutta particolarmente gustosa e ricche di benefici. Assieme alla mela, la pera è tra gli ingredienti naturali più comunemente consumati nella dieta E’ ricca di fibre, perciò aiuta la naturale regolarità dell’intestino.

La pera è anche un alimento a basso contenuto calorico: 100 grammi di pere fresche contengono appena 35 Kcal. 

Notevole il contenuto vitaminico rappresentato da vitamina AB1 e B2, fondamentali per il compimento dei processi vitali dell’organismo, dalla vitamina C, che presiede alla protezione delle difese immunitarie, e dalla E, alleata contro l’invecchiamento.

TABELLA FRUTTA

Tutte le informazioni sulle calorie possono variare a seconda della quantità e della preparazione dei cibi.

FRUTTA kcal per 100 g
Mela 52 kcal
Ananas 55 kcal
Albicocca 43 kcal
Pera 55 kcal
Banana 88 kcal
Mirtilli 35 kcal
Arancia rossa 45 kcal
More 43 kcal
Mirtilli rossi 46 kcal
Fragole 32 kcal
Fico 107 kcal
Pompelmo 50 kcal
Melograno 74 kcal
Cinorrodo della rosa canina 162 kcal
Melone 54 kcal
Lamponi 36 kcal
Zenzero 80 kcal
Kiwi 51 kcal
Ciliegie 50 kcal
Litchi 66 kcal
Mandarino 50 kcal
Mango 62 kcal
Maracuja 97 kcal
Prugna 47 kcal
Pesca 41 kcal
Mela cotogna 38 kcal
Rabarbaro 21 kcal
Anguria 30 kcal
Uva 70 kcal
Limone 35 kcal

Calorie frutta cotta

La frutta cotta mantiene pressocchè inalterato il contenuto calorico ma in cottura perde gran parte dei valori nutrizionali rispetto a quella fresca.

Ovviamente l’aggiunta di zuccheri (zucchero di canna, a velo, ecc), miele, cioccolato o altri grassi fa aumentare l’apporto energetico.

calorie frutta secca

Calorie frutta secca

Passare dalla frutta fresca alla frutta secca, in termini di calorie significa fare un bel balzo. Tanto per fare un esempio su tutti, considerate che l’uva passa è quattro volte più calorica di quella fresca (280 calorie ogni 100 grammi). E poi ci sono i fichi secchi che arrivano a ben a 250 calorie.
A differenza della cottura tradizionale, il processo di essiccazione, facilmente riproducibile con pochi strumenti anche a casa, consente di conservare in maniera economica tutte le proprietà benefiche della frutta, le vitamine e le fibre.
La frutta oleosa paradossalmente ha meno zuccheri di quella fresca ma le calorie sono decisamente superiori perché è ricca di lipidi e proteine. Inoltre, ha un altissimo contenuto di acidi grassi insaturi (Omega 3), vitamina E e sali minerali, tutte sostanze preziosissime per il nostro organismo.

Ecco dunque la tabella di riferimento per quanto riguarda le calorie della frutta secca:

Frutta Parte commestibile Kcal ogni 100 gr
Arachidi 65 gr 586
Castagne secche 100 gr 297
Datteri 90 gr 256
Fichi secchi 100 gr 289
Mandorle 28 gr 574
Nocciole 50 gr 599
Noci 40 gr 649
Prugne 84 gr 177
Uva passita 100 gr 246
Uva sultanina 100 gr 256

calorie frutta disidratata

Calorie frutta disidratata

La frutta disidratata, si sa, è uno degli snack energetici più consumati dagli sportivi e non solo. Essa, infatti, fornisce energia subito disponibile, ideale nei momenti di stress psico-fisico o durante una sessione di allenamento impegnativa.

La disidratazione consente anche di preservare i valori nutrizionali della frutta e il suo sapore originale. Ma quante calorie ha la frutta disidratata?

Rispetto alla frutta fresca, quella disidrata ha un elevato quantitativo di zuccheri e quindi anche le calorie sono superiori. Nonostante questo è decisamente pratica, gustosa e ricca di minerali, vitamine e fibre che vengono conservate intatta durante il processo di disidratazione.

calorie succo di frutta

Calorie succo di frutta

Vediamo anche le calorie dei succhi di frutta, che si assumono molto in estate per idratarsi. Gli zuccheri aggiunti, sono una costante anche dei nettari e succhi di frutta. E’ per questo che dietologi e nutrizionisti consigliano di consumare queste bevande con moderazione, soprattutto ai bambini. L’alternativa salutare al succo di frutta comprato al supermercato è il succo fatto in casa.

In questo modo potrete selezionare personalmente la frutta migliore di stagione e bilanciare a vostro piacimento la quantità di zucchero all’interno della ricetta.

I succhi di frutta comprati al supermercato presentano questi valori calorici medi:

Nettare di albicocca 100ml 56 kcal 235 kJ
Nettare di pera 100ml 60 kcal 252 kJ
Nettare di pesca 100ml 54 kcal 227 kJ
Succo d’arancia 100ml 46 kcal 193 kJ
Succo di ananas 100ml 53 kcal 223 kJ
Succo di banana 100ml 50 kcal 210 kJ
Succo di carota 100ml 40 kcal 168 kJ
Succo di ciliegia 100ml 45 kcal 189 kJ
Succo di mirtilli rossi 100ml 46 kcal 193 kJ
Succo di limone 100ml 21 kcal 88 kJ
Succo di mela 100ml 46 kcal 193 kJ
Succo di melagrana 100ml 66 kcal 277 kJ
Succo di more 100ml 48 kcal 202 kJ
Succo di papaya 100ml 58 kcal 244 kJ
Succo di pera 100ml 60 kcal 252 kJ
Succo di pesca 100ml 54 kcal 227 kJ
Succo di pompelmo 100ml 46 kcal 193 kJ
Succo di prugna 100ml 71 kcal 298 kJ
Succo di ribes 100ml 48 kcal 202 kJ

 

Conclusioni

Come sempre ripeto, mangiate la frutta, variate, equilibrate ma non esagerate!

 

 

 

Olio di Palma

Olio di Palma fa male o bene scopriamolo insieme

l’Olio di palma fa male o bene ? E se si in che misura?

 olio palma fa bene alla salute

Oggi vedremo se l’olio di palma fa male alla salute ed all’ambiente, se è cancerogeno, che ruolo ha nella deforestazione e nell’innalzamento delle temperature. Quali le ragioni della sua diffusione nei prodotti alimentari ed i prodotti che non lo contengono.

Da diversi anni si parla di questo grasso di origine vegetale nei prodotti alimentari. Ultimamente sono emerse voci molto critiche legate alle presunte responsabilità dei cambiamenti climatici originate dalla deforestazione e dalla coltivazione di massa delle palme nelle zone umide.

Cercherò di fare chiarezza su questi aspetti per capire se realmente fa male alla salute e all’ambiente.Olio di palma fa male o bene

Si tratta di un grasso di origine vegetale che si ricava dalla spremitura della polpa del frutto della palma da olio.

Viene coltivata nelle regioni umide del pianeta, come Indonesia, Malesia ed America Latina. E’ presente in moltissimi prodotti alimentari e cosmetici.

Dopo la spremitura, il grezzo viene raffinato con processi industriali per ridurne anche il grado di acidità. Subisce fasi industriali che ne fanno perdere le proprietà benefiche:

  • deodorazione
  • decolorazione
  • neutralizzazione

La maggior parte si ottiene al giorno d’oggi da una particolare tipologia di palma (elaeis guineensis) che, pur essendo originaria del continente africano, è ora molto diffusa in tutto il Pianeta.

E’ stato pubblicato un dossier che conferma i possibili rischi sulla salute connessi ad alcune sostanze potenzialmente cancerogene che si formano durante la raffinazione ad alte temperature (200°) degli oli vegetali.

Tra questi anche (ma non solo) l’olio di palma. Le conclusioni del dossier sono chiare: la stima delle esposizioni medie ed elevate al 3-mcpd di entrambe le forme, per le fasce di età più giovani, adolescenti compresi (fino ai 18 anni di età), supera la dose giornaliera tollerabile e costituisce un potenziale rischio per la salute.

Inoltre contribuisce in maniera rilevante all’esposizione a 3-mcpd e 2-mcpd nella maggior parte dei soggetti.

Le mie conclusioni

Come per l’assunzione di ogni alimento che si rispetti insomma, l’olio di palma fa male nella misura della quantità della sua assunzione, e dato che fino a poco tempo fa era contenuto in tutti o quasi gli alimenti da noi utilizzati quotidianamente, ovvio che ci esponeva tutti ad un grave rischio.

Oggi però le cose iniziano a cambiare e in Italia le denunce contro il suo abuso ha costretto a  grandi cambiamenti fra i produttori alimentari. 

Occorre quindi stare più tranquilli ma sempre nella misura più equilibrata del termine.

pomodori coltivazioni

Mangiare troppi pomodori può far male: Ecco perché

Mangiare troppi pomodori, sai che potrebbe nuocere al tuo equilibrio fisico?

Ecco perchè non dovreste mangiare troppi pomodori.

I pomodori sono una ricca fonte di sostanze nutrienti tra cui fibre, licopene, vitamine A, C e K, luteina, zeaxantina e minerali come il potassio, ma nonostante i loro tantissimi effetti benefici, è comunque importante e fondamentale non consumarne troppi.

Mangiare troppi pomodori

 

Forse non lo sapevate, ma mangiare troppi pomodori può causare disturbi e problemi fastidiosi. Vediamone alcuni per esempio:

  • Bruciore di stomaco: i pomodori sono acidi, e consumarne troppi può portare a bruciore di stomaco o peggiorare i sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo.

pomodori rossi

  • Reazioni allergiche: il consumo di pomodori può portare anche a reazioni allergiche, con sintomi che includono eruzione cutanea, orticaria, starnuti, tosse, prurito alla gola, eczema e persino gonfiore facciale e orale.
  • Problemi renali: di solito colpiscono le persone che soffrono già di malattia renale avanzata (a causa dell’alto contenuto di potassio, ossalati e acqua).
  • Sindrome dell’intestino irritabile (IBS): le bucce e i semi di pomodori hanno un effetto irritante che può colpire il rivestimento dell’intestino, favorendo lo sviluppo della sindrome dell’intestino irritabile.
  • Le persone che soffrono di  intolleranza o allergia al pomodoro possono inoltre soffrire di diarrea e problemi respiratori.
  • Problemi urinari: pomodori e altri alimenti acidi possono causare irritazione alla vescica, che può portare a problemi urinari come incontinenza e cistite.
  • Emicrania: alcuni esperti sostengono che evitare i pomodori può portare a una riduzione del 40% dei mal di testa.
  • Problemi gastrointestinali: i pomodori possono stimolare una maggiore produzione di acido gastrico e quindi portare a problemi come bruciore di stomaco e mal di stomaco.
  • Problemi alle funzioni immunitarie: mangiare grandi quantità di pomodori può interferire con la funzione immunitaria rendendola meno efficace nel combattere le infezioni batteriche e fungine, e questo a causa dell’eccessiva assunzione di licopene.
  • Problemi alla prostata: alti livelli di licopene possono influire negativamente anche sulla ghiandola prostatica, causando dolore alla prostata, difficoltà urinarie o persino il cancro.
  • Diverticolite: consumando grandi quantità di pomodori, significative quantità di semi possono rimanere intrappolate nell’intestino crasso, causando infiammazione o diverticolite.

Mangiare grandi quantità di pomodori
La quantità giusta per l’assunzione di pomodori, per far si che il nostro organismo ne accumuli in quantità sufficiente ed equilibrata per farci bene, e non correre rischi è mangiarne fino a  1/3 di tazza di pomodori al giorno, è ovvio che questa è solo una quantità generica, poiché ogni persona ha diversi livelli di tolleranza.

 

Il sale nella dieta si può o non si può

Il sale nella dieta è importante?

Il Sale nella Dieta si può o non si può?

Risposta Mai Eccedere con il sale nella Dieta!

sale nella dieta

Per ritenzione idrica si intende una tendenza dell’organismo a trattenere liquidi ed è un fenomeno che non provoca solo danni estetici, ma alla lunga può portare problemi renali.

IL SALE DA CUCINA

Il sale da cucina o cloruro di sodio (NaCl) è la più importante fonte alimentare di sodio. 

Esso viene utilizzato per conferire sapidità ai cibi oppure per conservare alcuni generi alimentari. I suoi costituenti, il sodio ed il cloro, sono elementi molto importanti per il nostro organismo; tuttavia nella nostra società si tende a consumare più sale del necessario, con effetti negativi sulla salute.

In Italia, come in tutti i paesi occidentali, il consumo di sale è più del doppio della dose indicata come ideale.

È bene sottolineare che il fabbisogno di sodio viene ampiamente soddisfatto dalla quantità contenuta negli alimenti. 

La quota eccedente di sodio introdotto proviene, infatti, da alimenti nella cui preparazione o produzione è stato addizionato sale. Inoltre, spesso, altro sale viene aggiunto al momento del consumo.

Quale è l’azione fisiologica del sale?

Il sodio è presente principalmente nei liquidi extracellulari, in quantità minore nei liquidi intracellulari e nelle ossa. 

Svolge importanti funzioni quali regolazione della pressione osmotica, del volume dei liquidi extracellulari e dell’equilibrio acido-base; interviene nella trasmissione dell’impulso nervoso, nel mantenimento del potenziale di membrana e dei gradienti elettrochimici transmembrana.

Il sodio degli alimenti è totalmente assorbito nell’intestino tenue e nel colon. La regolazione del contenuto corporeo di sodio avviene per opera dell’aldosterone.

Eccesso di Sodio.

Il sodio, per via delle sue funzioni fisiologiche, tende a trattenere l’acqua nei tessuti. Aumenta quindi la quantità di liquido contenuto nei vasi sanguigni (aumentando la pressione sanguigna e la massa di sangue) o che imbeve i tessuti, generando edemi.

Quando si riscontrano degli edemi (ovvero quando il corpo trattiene liquidi che generano gonfiori) occorre sempre ricercarne la causa.

In genere il nostro organismo elimina autonomamente l’eccesso di sodio introdotto con la dieta ma vi sono diverse circostanze cliniche in cui viene consigliata una dieta povera di sodio.

La dieta iposodica è spesso indicata:

  • nelle cardiopatie, o meglio nell’insufficienza cardiaca, quando occorre “alleggerire” la massa di sangue pompata dal cuore;
  • nelle sindromi nefrosiche o in altre malattie del rene, in cui diminuisce il filtrato e i liquidi tendono a rimanere nel corpo;
  • in alcune situazioni che prevedono alterazioni ormonali o cure con ormoni surrenali (cortisoni e simili);
  • nell’ipertensione, malattia grave e diffusissima.

Un deficit di sodio si può verificare solo in presenza di particolari situazioni quali una sudorazione estrema, traumi, diarrea cronica o patologie renali.

Infine una riduzione del consumo di sodio entro limiti ragionevoli porterebbe invece a una diminuzione della mortalità per patologie cardio e cerebro-vascolari.

cibi importanti da mangiare durante il ciclo

Cibi da mangiare durante il ciclo

Cibi da mangiare durante il ciclo

I giorni del ciclo, si sa, rappresentano per molte donne una vera sofferenza: la dieta, però, tra sbalzi d’umore e crampi, può essere un’alleata preziosa. Allora i cibi da mangiare durante il ciclo possono avere benefici effetti anche per contrastare problematiche comuni a molte donne e tipiche del periodo mestruale.

Molti cibi infatti rappresentano un vero e proprio toccasana sia per ritrovare il buon umore che per tenere a bada il nervosismo.

Senza contare, poi, l’aiuto che sali minerali e vitamine, introdotti con la dieta, possono dare anche per lenire crampi e tensioni addominali.

cibi da mangiare durante il ciclo

 

Ecco allora i cibi da mettere nel carrello e la dieta da seguire per vivere al meglio anche i (temibili) giorni del ciclo.

cibi mangiare durante il ciclo

  • Piselli e fagioli Si tratta di legumi ricchi di fibre che possono essere fondamentali sia per ridurre i crampi all’intestino sia per limitare il senso di affaticamento che spesso accompagna l’arrivo delle mestruazioni.

Verdure in buona quantità

  • Verdure a foglia verde Ciclo in arrivo? Largo anche a spinaci, lattuga e broccoli che sono ricchi di calcio, magnesio e potassio, un mix utilissimo per attenuare gli spasmi addominali ma anche per il loro effetto rilassante. Non solo, gli ortaggi a foglia verde sono anche ricchi di Vitamina K che aiuta il coagulo del sangue, limitando il flusso eccessivo.

Omega fondamentale per il periodo mestruale

  • Omega 3 Anche gli acidi grassi contenuti nel salmone, nelle noci o nei semi di lino sono alleati preziosi nei giorni del ciclo poiché agiscono sulle prostaglandine andando a contrastare tutti i sintomi tipici della fase mestruale.

Frutta in buona quantità

 

  • Ananas e banana Tra la frutta da scegliere, invece, largo all’ananas che grazie all’elevata presenza di magnesio riduce il flusso mestruale e ristabilisce l’umore. La banana invece può essere consumata a metà mattina e magari scelta come ingrediente per un frullato: in questo modo si potrà fare il pieno di potassio e attenuare i classici crampetti addominali.

Carboidrati giornalieri

  • Pasta e cereali  A colazione, si può puntare su uno yogurt con muesli di cereali, un’altra ottima fonte di magnesio e potassio. A pranzo, invece, meglio ripiegare su un piatto di pasta al sugo, ovvero su carboidrati a lento rilascio di energia che hanno un grande potere anche sul tono dell’umore. Da preferire la variante integrale, perché ricca di fibre e con un indice glicemico più basso.

Infine, d’obbligo concedersi, almeno nei giorni del ciclo, un quadratino di cioccolato fondente, sia per la presenza di potassio e ferro, sia per il suo effetto anti-depressivo completamente naturale.

 

 

La soia le sue proprietà e i benefici

Soia Controindicazioni vediamone alcune

Soia Controindicazioni

In molti ancora non sanno l’origine della Soia. Questa è una pianta annuale originaria dell’Asia centro-orientale, dove viene coltivata da moltissimo tempo.

soia controindicazioni

In quelle regioni, infatti, fin da 5000 anni prima di Cristo, si mangia pane di soia, si beve latte di soia, si fabbrica la ricotta e il formaggio di soia e da sempre si ricorre, per condimento, all’olio di soia. Molte sono le cose che si accompagnavano con la soia in questi paesi

Nei primi anni Venti lo sviluppo dell’industria della trasformazione della soia diede un notevole impulso alla coltivazione di questo legume, che oggi costituisce il terzo prodotto agricolo statunitense, dopo il mais e il grano.

La soia (Glycine max), chiamata anche fagiolo del Giappone, è una leguminosa il cui frutto è rappresentato da un baccello stretto, piatto e peloso, contenente da due a quattro semi di soia globosi di colore variabile, bianco, giallo, bruno, rosso o nero.

Semi di soia

Quali sono le proprietà della Soia?

E’ importante sottolineare come le radici della pianta siano ricche di ingrossamenti (contenenti rizobi) capaci di accumulare in abbondanza sia l’azoto del terreno sia quello dell’aria. Proprio per questo la pianta (in particolare i semi) è ricchissima di proteine vegetali molto simili alle proteine animali, ossia alle sostanze azotate che conferiscono alle carni il loro altissimo valore nutritivo.

Da un punto di vista qualitativo, le proteine della soia contengono tutti e 8 gli aminoacidi essenziali per l’uomo, presentano di fatti PDCAAS simile a quello della carne di manzo e valore biologico e indice chimico che si avvicinano a quelli di altri alimenti di origine animale.

A tal proposito la soia può essere considerato una fonte proteica molto importante negli individui che seguono regimi alimentari vegetariani o ancor più vegani, inoltre, sono ormai disponibili in commercio isolati proteici o proteine ristrutturate in piatti che simulino i rispettivi preparati di origine animale (burger di soia, carne di soia, ecc.).

Per quanto riguarda la frazione lipidica, il 90% è costituita da grassi insaturi in particolare acido linoleico e acido linolenico (a grassi essenziali) anche se in proporzioni abbastanza squilibrate verso il primo 6:1 (o6:03). Degno di nota è anche il contenuto in minerali, in particolare troviamo buon contenuto in Fe (7mg) in zinco e calcio ma in particolare risulta ricca di fosforo e potassio.

Come accennato il seme di soia può essere consumato non solo come tale ma trova impiego nella produzione di diversi derivati. Il latte di soia ne è un esempio lampante il cui utilizzo come sostituto del latte sta aumentando considerevolmente, troviamo poi l’olio di soia, il tofu o prodotti fermentati come tempeh, miso, yogurt ecc.

Queste ultime alternative (fermentati) presentano diversi vantaggi rispetto al prodotto di partenza come contenuto aumentato di vitamine (pensiamo alla b12 nel tempeh) e minor contenuto di fattori antinutrizionali come fitati, inibitori della tripsina e ossalati che potrebbero interferire nell’assorbimento dei micro e macro nutrienti.

Hamburger di soia

I Benefici della Soia

Ad oggi gli effetti positivi possono essere riassunti in protezione e prevenzione di diverse forme di cancro (prostata, mammella e colon), protezione dal danno ossidativo tramite azione immunostimolatoria, protezione nei riguardi di cardiopatie abbassando i livelli di colesterolo e pressione sanguigna, attenuazione dei disturbi post-menopausa con riduzione del rischio di tumore alla tiroide, inibisce il riassorbimento osseo di calcio ad opera degli osteoclasti aumentando la densità minerale ossea (osteoporosi e malattie ossee come artrite reumatoide), aumentano il senso di sazietà dunque utili nei casi di obesità, altri effetti positivi risultano nei riguardi di azione neuro protettivi e nei confronti delle malattie croniche renali.

nutrirsi con la soia quanto è importante?

Quali sono le controindicazioni della Soia?

I contro risultano essere ai danni della tiroide, inibendo la sintesi di tirossina (gozzo) anche se queste interazioni non sono state ancora del tutto chiarite, possibile promozione di tumori ormone-dipendenti, ad alti dosaggi sembrano provocare infertilità maschile temporanea, effetti su aumento di tessuto adiposo ed effetti neuro comportamentali da indagare soprattutto nei bambini.

In conclusione posso affermare che, per le donne, può rappresentare un ottimo alimento soprattutto per prevenire i disturbi post-menopausa ma da utilizzare con moderazione in gravidanza o se a rischio di tumore mammario.

Gli uomini, dovranno evitare alte assunzioni (concentrati) soprattutto durante l’infanzia per evitare effetti sulla fertilità, infine, nei bambini essendo i rischi e i benefici ancora sotto indagine il consiglio risulta essere quello di evitare alti dosaggi e in ogni caso non far mancare un buon apporto di iodio.