In seguito a diversi meccanismi il cancro genera nel paziente uno stato di malnutrizione proteico-calorica, interferendo con l’immunocompetenza umorale e cellulare, con le funzioni tessutali e quelle riparative dell’organismo.

La cosiddetta «sindrome anoressia-cachessia neoplastica», definita come perdita di peso maggiore del 10%, e caratterizzata da ridotto introito di cibo e infiammazione sistemica, è una condizione quindi frequentemente riscontrata nel paziente oncologico che può avere rilevanti conseguenze prognostiche negative.

Nutrizione nel paziente oncologico

In presenza di una neoplasia e, soprattutto, quando è richiesto un intervento chirurgico a livello gastro-intestinale, un attento screening nutrizionale pre-operatorio deve essere eseguito in tutti i pazienti al fine di identificare precocemente lo stato di malnutrizione e correggerlo prontamente. Esistono diversi strumenti di valutazione nutrizionale validati, quelli raccomandati e più utilizzati in oncologia sono: MUST, MNA-SF e NRF-2002.

Il supporto nutrizionale e la nutrizione clinica migliorano il decorso dei pazienti oncologici, ma solo raramente fanno parte della terapia oncologica. Chemioterapia e radioterapia sono trattamenti pesanti, che possono avere effetti collaterali devastanti sui pazienti.

Nel corso delle terapie oncologiche, sette pazienti su dieci avranno problemi di alimentazione che li metteranno a serio rischio di malnutrizione e di disturbi a questa associati.

I pazienti malnutriti infatti rischiano di andare incontro a danni d’organo, disfunzioni al sistema immunitario, perdita di massa muscolare magra e scheletrica e hanno un rischio significativamente più elevato di complicanze collegate al trattamento. 

Questo può portare a una riduzione della dose somministrata di chemioterapia al paziente, a un incremento nella lunghezza e frequenza della degenza ospedaliera, oltre a ritardi e modifiche della schedula dei trattamenti oncologici.

La nutrizione clinica ottimale aiuta i pazienti oncologici ad affrontare meglio la malattia e le cure. Appropriati interventi nutrizionali migliorano la massa muscolare, le funzioni fisiche e il benessere generale, riducono inoltre gli effetti collaterali della chemioterapia e migliorano la tollerabilità alle terapie oncologiche.

Nei casi in cui i pazienti non sono in grado di nutrirsi in maniera sufficiente, la nutrizione clinica – somministrata anche attraverso sacche I.V. – contribuisce a sostenere i pazienti nel corso delle terapie.

La perdita di peso e la riduzione dell’appetito sono spesso considerate conseguenze ‘normali’ della chemioterapia. Non esistono inoltre linee guida europee specifiche per la nutrizione nel paziente oncologico né viene effettuata formazione in questo ambito.

Infine, un gran numero di oncologi non riconosce e spesso ignora le gravi conseguenze della malnutrizione dovuta al cancro. Oltre il 50% degli oncologi non monitora lo status nutrizionale o la perdita di peso nei pazienti, mentre due terzi di loro non fornisce indicazioni su come migliorare l’apporto nutrizionale.

In mancanza di formazione, di linee guida oncologiche e di screening nutrizionali obbligatori, i pazienti vengono lasciati soli e sono vulnerabili alla malnutrizione e alle sue conseguenze.

Le indicazioni alimentari hanno lo scopo di aiutare a prevenire la nausea e a combattere gli effetti collaterali della terapia, rappresentati soprattutto da infiammazioni della mucosa (mucositi della bocca) e vomito.

Prima di queste, ecco due suggerimenti generali che i medici e i nutrizionisti raccomandano a tutti i pazienti in terapia.

  • Masticare molto bene e lentamente.
  • Non preoccuparsi se dopo la terapia si avverte nausea e non si ha fame: l’appetito tornerà nel giro di pochi giorni. Per un breve periodo è possibile diminuire le quantità degli alimenti introdotti.

Alimenti da preferire come nutrizione nel paziente oncologico

  • Cereali in chicco integrali ben cotti o pasta di semola di grano duro, meglio se integrale. Nel caso in cui i farmaci provochino un’intolleranza al glutine, è bene sostituire il grano, l’orzo, la segale, il farro con il riso integrale ben cotto e il miglio
  • Creme di legumi o legumi ben cotti, scegliendo quelli decorticati o utilizzando il passaverdure
  • Pesce, meglio se azzurro, per l’elevato contenuto di grassi omega-3 ad azione anti-infiammatoria
  • Verdure di stagione
  • Pane di semola di grano duro

 Alimenti da limitare fortemente

  • Carni rosse e carni lavorate (salumi, insaccati)
  • Formaggi a elevato contenuto di grassi
  • Latte vaccino (in particolare nelle enteriti da radio e chemioterapia. Per gli altri casi da valutare con il proprio oncologo)
  • Zuccheri e cibi a base di farine raffinate o altri amidi ad alto indice glicemico, quali patate e mais. Gli zuccheri semplici fanno alzare la glicemia e stimolano la produzione di insulina e di altri fattori di crescita che, a loro volta, costituiscono un fattore di rischio che «istruisce» le cellule tumorali a dividersi
  • Fibre di cereali, specie se indurite dalla cottura al forno (pane integrale e pizza, alimenti grezzi), perché possono produrre irritazioni meccaniche

Indicazioni alimentari in caso di particolari disagi

Non sono infrequenti effetti collaterali sgradevoli e importanti nel corso delle terapie oncologiche: alterazioni del gusto, infiammazioni, forti nausee e vomito o problemi intestinali gravi (stipsi o diarrea) che possono rendere davvero complicato nutrirsi.

Calo dell’appetito o alterazioni del gusto

Consumare acqua lontano dai pasti, bere poco a tavola e sostituire l’acqua con tisane ai semi di finocchio, di anice stellato o tè (meglio se verde). Può essere indicato masticare bene e lentamente il cibo per facilitare la digestione.

Si può provare anche a utilizzare posate di plastica (anziché di metallo) e barattoli di vetro per conservare i cibi per ridurre la percezione del gusto metallico.

Infiammazione delle mucose

In caso di uno stato infiammatorio sia del cavo orale sia dell’intestino, sono da preferire: cereali integrali e legumi (lenticchie rosse e legumi interi) sotto forma di crema, riso integrale, verdura verde, pesce azzurro, frutta secca non salata, soia e olio extravergine di oliva.

Vanno evitati invece carni rosse e conservate, uova, fritti, snack salati, pomodori crudi, formaggi grassi, dolciumi, cioccolato, pizza e farine raffinate, prodotti integrali cotti al forno, cibi speziati o duri, bevande zuccherate o contenenti caffeina, agrumi e alcolici.

Diarrea

Se sopravviene questo disturbo è bene mangiare poco e spesso. È consigliato bere lentamente acqua minerale naturale, tisane e tè deteinati senza aggiunta di dolcificanti e mantenuti a temperatura ambiente.

Fra gli alimenti, sono da considerare quelli che contengono sodio e potassio, per esempio banane e albicocche, patate, carote, zucca, pesce azzurro, carni bianche, yogurt naturale (anche di soia).

Stipsi

La stipsi può essere causata dai farmaci chemioterapici e antidolorifici o da insufficiente attività fisica. In presenza di questa condizione, si consiglia di bere molto, preferibilmente lontano dai pasti, acqua e bevande quali tè e succhi di frutta (meglio se alla prugna). Un buon rimedio è rappresentato dall’acqua di cottura delle prugne e da una bevanda a base di mela e agar-agar, che si prepara in modo molto semplice.

Basta sciogliere in mezzo bicchiere di succo di mela non zuccherato un cucchiaio raso di agar-agar a scaglie; mettere sul fuoco fino al primo bollore, lasciare raffreddare e bere tutte le sere prima di andare a dormire.

Abituarsi a una dieta ricca di fibre, cibi integrali con pane integrale a lievitazione naturale o con i semi di lino, riso integrale o altri cereali (sempre integrali) accompagnati da verdure. I cibi andrebbero sempre masticati a lungo per favorire la digestione. È bene anche muoversi e fare attività fisica, anche moderata, quotidianamente, perché il movimento mette in moto la peristalsi intestinale.

Nausea e vomito

È indicato frazionare i pasti in 5-6 spuntini affinché lo stomaco non resti mai vuoto, masticare lentamente il cibo che deve essere a temperatura ambiente. Scegliere soprattutto cibi salati e asciutti (per esempio gallette di riso integrale già salate, aggiungendo olio extravergine di oliva e/o patè di olive).

Evitare fritti o cibi caratterizzati da un forte odore, cereali cotti al forno, cibi e bevande dolci (è noto che il dolce aumenta la sensazione di nausea) e proteine animali. Non assumere grandi quantità di liquidi durante i pasti: bere invece a piccoli sorsi una tisana di zenzero.

Dott.ssa Marialuisa Conza
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